Cellulare al semaforo rosso: la Cassazione conferma che il divieto vale anche durante l’arresto del veicolo

L’utilizzo del cellulare durante la guida continua a rappresentare una delle principali cause di distrazione sulle strade. Un tema particolarmente importante per gli agenti di commercio che trascorrono gran parte della propria giornata lavorativa al volante e per i quali la patente costituisce uno strumento essenziale di lavoro.

Sul tema è utile ricordare un principio affermato dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 23331 del 23 ottobre 2020, che negli ultimi giorni è tornata al centro dell’attenzione degli organi di informazione.

La Suprema Corte ha chiarito che il divieto di utilizzo del cellulare previsto dall’articolo 173 del Codice della Strada non viene meno quando il veicolo è momentaneamente fermo per esigenze della circolazione.

Secondo i giudici, infatti, l’arresto del veicolo costituisce una fase della circolazione strettamente collegata alla marcia e richiede comunque il massimo livello di attenzione da parte del conducente. Nel caso esaminato dalla Cassazione, l’automobilista stava impegnando un incrocio e utilizzava il telefono cellulare durante una momentanea interruzione della marcia.

La Corte ha ritenuto che proprio in una situazione di questo tipo il conducente debba mantenere il pieno controllo del veicolo e prestare attenzione agli altri utenti della strada, alle precedenze e alla necessità di liberare rapidamente l’area di intersezione. Per questo motivo il divieto di utilizzare il cellulare permane anche durante l’arresto del veicolo, salvo l’utilizzo di sistemi consentiti dalla normativa come il viva voce o gli auricolari.

Una decisione che interessa direttamente gli agenti di commercio

Per chi svolge l’attività di agente di commercio questa interpretazione assume una particolare rilevanza.

Molti professionisti trascorrono ogni giorno diverse ore alla guida e possono essere portati a considerare le soste nel traffico o ai semafori come momenti in cui recuperare telefonate, leggere messaggi o consultare applicazioni di lavoro.

L’orientamento della Cassazione ricorda invece che l’attenzione richiesta al conducente non viene meno durante queste fasi della circolazione e che comportamenti apparentemente innocui possono tradursi in sanzioni, perdita di punti e, nei casi più gravi, provvedimenti che incidono sulla disponibilità della patente.

Un tema già affrontato da UILTuCS Agenti

Non a caso la sicurezza stradale è stata al centro di uno degli incontri più partecipati organizzati da UILTuCS Agenti.

L’iniziativa ha approfondito tutte le problematiche connesse alla sospensione e al ritiro della patente, con particolare attenzione alle conseguenze che tali provvedimenti possono avere sull’attività professionale degli agenti di commercio, fino alla perdita del mandato per giusta causa.

La patente non rappresenta infatti uno strumento indispensabile per svolgere questo lavoro e, proprio per questo, ogni aggiornamento normativo o giurisprudenziale merita la nostra attenzione.